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Rudolf Obermann

Periodo Storico: 
1844-1918

Rudolf Obermann nacque a Zurigo il 3 luglio 1812.
Unico maschio di otto figli fu indirizzato agli studi di teologia, ai quali si dedicò con impegno, superando nel 1830 gli esami di filologia e filosofia all’Accademia (poi Università) della sua città.
Fu buon conoscitore di lingue antiche e moderne, fatto che gli permise sia di accostare i classici greci e latini in lingua originale, sia di poter facilmente attingere a informazioni di altre culture a lui contemporanee.
Parallelamente, si dedicava a studi fisiologici, praticava la ginnastica presso la Società ginnastica zurighese e la insegnava presso un istituto privato della città.
Questo suo interesse lo portò a partecipare nel 1833 alla seconda festa federale di ginnastica svoltasi a Zurigo, dove si classificò secondo, guadagnandosi la Corona di lauro.

Nello stesso anno, il Ministro della guerra di Carlo Alberto lo chiamò a Torino, forse proprio grazie alla celebrità raggiunta con questa vittoria e al fatto che egli era seguace del sistema di addestramento del tedesco Spiess, cosa che lasciava sperare al governo piemontese di acquisire un ottimo istruttore per le truppe, in un momento storico caratterizzato da insurrezioni, moti, presenze straniere in Italia: tutti pericoli che minacciavano il Regno Sabaudo all’interno e all’esterno.
Si aggiunga che la coscrizione, resa recentemente obbligatoria, aveva portato nelle file dell’esercito una moltitudine di uomini assolutamente incapaci dal punto di vista militare. La ginnastica era largamente impiegata nell’esercito prussiano, con metodo meccanicistico e militaresco (Spiess) e con buoni risultati.
Tale esercito era un esempio di razionalità organizzativa per quello di altre nazioni.

Giunto a Torino a soli 21 anni, Obermann si insediò alla Scuola Militare Ginnastica di Artiglieria: anche quando sarà occupato a diffondere l’attività ginnastica al settore civile, egli continuerà negli anni ad assolvere questo compito, convinto che la ginnastica potesse insegnare la disciplina e il rigore, migliorare la gioventù, preparandola al confronto militare, insegnando il coraggio e la costanza e inculcando il sentimento di appartenenza ad un gruppo e quindi ad una nazione.
I risultati ottenuti con gli Artiglieri-Pontieri dallo svizzero dovettero essere soddisfacenti, visto che poco dopo il Generale Saluzzo, comandante dell’Accademia Militare di Torino, lo chiamò come insegnante: una scuola di ginnastica militare fu allora aperta al Castello del Valentino.
Il generale La Marmora, fondatore del Corpo dei Bersaglieri nel 1836, vi indirizzò  parecchi sottufficiali, che diverranno altrettanti istruttori. In seguito essa fu frequentata da militari provenienti di tutte le armi, fino a introdurre la ginnastica in tutti i corpi dell’esercito.

Le sue conoscenze in campo fisiologico lo resero attento alle conseguenze fisiche degli esercizi e ciò lo allontanò, almeno in parte, dai metodi meccanicistici e militareschi prussiani (Spiess), in un’accentuazione del carattere educativo dell’attività fisiche, ulteriormente confermato dagli studi approfonditi che l’Obermann aveva compiuto nelle lingue originali dei testi di educazione greca e romana, che lo avevano convinto dell’alto valore pedagogico della ginnastica nei confronti di tutta la popolazione, come pure del fatto che il suo insegnamento al di fuori dell’ambito militare non dovesse essere impartito in modo indifferenziato e meccanico, ma adattarsi agli allievi secondo la loro età, sesso, forze e costituzione individuale con una progressione della difficoltà degli esercizi per arrivare  ad un pieno sviluppo fisico e psichico.
Questo interesse per la totalità della popolazione indipendentemente dalla classe o dal sesso, rappresentò una rivoluzione in campo sociale e suscitò l’ostilità di quasi tutti i settori della società: dal clero alle autorità politiche fino alla popolazione stessa.

Per vincere questo atteggiamento generalmente diffuso, egli cominciò dal 1834 a dare lezioni individuali, nelle case  delle famiglie più ricche e potenti di Torino. Tali lezioni avvenivano alla presenza delle madri degli allievi, per allontanare timori o false opinioni.
Un aiuto gli venne poi da un gruppo di giovani ufficiali, che nel 1839 gli chiesero lezioni private: tra questi il conte Ernesto Ricardi di Netro, che di lì a poco insieme allo stesso Obermann e ad altri coraggiosi pionieri, sarà tra i fondatori della R.S.G.T.

Questi esempi portati dal fiore dell’aristocrazia cominciarono a far mutare l’opinione del pubblico sulla ginnastica e il numero degli allievi estranei all’ambiente militare crebbe a dismisura, portando l’Obermann a maturare nel 1841 la convinzione di chiudere con la fase delle lezioni private e di proporre alle autorità governative la costituzione di “una società libera di ginnasti” con lo scopo di riunire due volte alla settimana chi desiderava praticare gli esercizi ginnastici.
Nel 1843 i soci decisero di avere un proprio locale e ne presero in affitto uno tra il corso del Re e l’antico Viale del Valentino e, sotto la direzione dell’Ing. Valerio, vi costruirono una tettoia per gli esercizi da farsi al coperto.

Sette fra loro, precisamente il Conte Luigi Franchi di Pont, Rodolfo Obermann, il Conte Ernesto Ricardi di Netro, l’Avv. Lorenzo Savoldi, Filippo Riveda e l’Ing. Cesare Valerio fondarono la Società Ginnastica di Torino il 17 marzo 1844 alle due pomeridiane.

Questa riunione dei Soci fondatori avvenne a casa dello stesso Obermann... era nata la Società Ginnastica di Torino.

Molte le iniziative e gli obiettivi perseguiti e raggiunti negli anni successivi:

  • istituzione di una Scuola gratuita di ginnastica
  • inserimento della ginnastica nel sistema educativo sociale
  • lunga battaglia per l’introduzione della ginnastica nelle scuole, che approdò ad un risultato definitivo (legge De Sanctis 1878) solo dopo la morte dello stesso Obermann (14 giugno 1869)
  • approfondimento degli aspetti medico-curativi dell’attività fisica in relazione ad alcune malattie infantili (rachitismo)
  • creazione e mantenimento di un legame di collaborazione con le autorità politiche, che garantì alla Società la possibilità di prendere iniziative importanti, riuscendo a portarle a compimento. Ne sono un esempio le Scuole magistrali di ginnastica (maschile e femminile) per l’istruzione dei Maestri.
  • apertura del mondo dell’attività fisica alla donna

Rudolf Obermann ebbe inoltre una vivace attività di scrittore: si trattava di valutare gli esercizi ginnastici nei loro effetti sul corpo umano, stabilendone la finalità, l’intensità e la destinazione.
Chiarito questo, occorreva poi redigere dei manuali, con indicazioni differenti a seconda che fossero indirizzati a militari, civili, uomini, donne e bambini. A ciò egli  provvide in più momenti:

1845
lo svizzero è autore di una serie di articoli sul periodico Letture di famiglia diretto da Lorenzo Valerio, uno dei fondatori della Società Ginnastica di Torino. La loro importanza restò immutata per decenni, se molti anni dopo, sul La Palestra (VII 1871) furono ristampati come Scritti inediti e rari del Cavaliere Rodolfo Obermann (pag. 14 e segg.).

1849
Obermann pubblicò, a cura del Ministro della guerra, il volume Istruzione per gli esercizi ginnastici ad uso dei Corpi di Regia Truppa, opera maturata in vari anni di attività. Le istruzioni tratte da questo manuale furono applicate per la prima volta in un corso di ginnastica, svoltosi dal 1 novembre 1849 al 1 maggio 1850, frequentato da 58 ufficiali di tutte le armi. Il giorno 4 maggio, nella palestra del Valentino ebbe luogo un saggio di ginnastica militare, cui parteciparono 800 soldati alla presenza del re Vittorio Emanuele II.
In questa opera L’Obermann dedicò ampio spazio alla descrizione degli attrezzi, fissandone forme e dimensioni.

1861
un decreto governativo stabilì che nella palestra torinese avessero luogo i primi Corsi Magistrali di ginnastica educativa, al fine di formare maestri per la scuola, ottemperando così alle norme previste dalla legge Casati (1859).
Obermann diresse questi corsi e per essi scrisse la Guida di Ginnastica educativa.

1865
andarono alla stampa le Lezioni pratiche, una sintesi dell’opera precedente.
Nello stesso anno, Obermann pubblicò L’Atlante degli attrezzi di ginnastica educativa.
Quest'opera resterà per molti anni fondamentale: si compone di 14 tavole in parte descrittive degli attrezzi in parte degli esercizi, divisi in tre  grandi serie, una  destinata  ai muscoli flessori delle braccia, cioè esercizi di sospensione, una per i muscoli estensori, cioè esercizi di appoggio; la terza serie comprende esercizi di equilibrio, di salto e slancio, che coinvolgono le estremità inferiori.

Il metodo Obermann, per quanto in seguito criticato ed osteggiato, rimase per decenni il più seguito.
Il suo Manuale di ginnastica educativa (ripubblicato da Paravia a Torino nel 1875), fu l’unico testo ufficiale per la ginnastica e il Programma per l’applicazione della legge De Sanctis del 1878, che rendeva obbligatoria la ginnastica nelle scuole, seguiva con evidenza il sistema Obermann.

Per il fervore della sua azione di promozione in favore di questa disciplina e per essere stato il primo a dare una sistematicità alla ginnastica educativa, Rudolf Obermann può essere considerato il padre della ginnastica in Italia e come tale fu salutato, con commozione, dai ginnasti con le bandiere in mano, il giorno del suo funerale, il 14 Giugno 1869 a Zurigo.

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