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Dagli anni d'oro della scherma alla costruzione della sede attuale

Periodo Storico: 
1919-1934

Gli anni d'oro della sala di scherma (1925-1938).
A partire dal 1925, la sala di scherma divenne una delle più praticate di Torino dando inizio a un periodo di animata attività lungo ben 15 anni, dopo aver vissuto a lungo nella penombra del più blasonato Club Scherma Torino situato in via dell'Ospedale 24 (ora via Giolitti) nel palazzo Thaon di Revel. Grazie all'ottimo lavoro di tre grandi maestri (Dabbene, Pivetta e Biagioli), la sala di via Magenta divenne un centro schermistico vivo e altamente qualificato.
Vennero così plasmati ottimi schermitori fra cui Guglianetti (campione piemontese di fioretto e spada), Carlo Filogamo e Duccio Galimberti (futuro capo-partigiano della guerra di liberazione).
In particolare, Carlo Filogamo conseguì traguardi di valore internazionale una volta passato al Club Scherma fra gli allievi di Colombetti. Pur avendo ottenuto i successi maggiori con questo Club, Filogamo è nato e si è formato schermisticamente alla SGT rimanendo con Guglianetti il tiratore più completo.
Morto il maestro Dabbene, la Sezione Scherma si inaridì ma nel 1936 ebbe una nuova ascesa quando vennero a Torino Gustavo Marzi e Aldo Montano (entrambi appartenenti alla Fides Livorno). Montano si trasferì nella città sabauda per completare gli studi mentre Marzi per motivi di lavoro.
Gustavo Marzi, fra i suoi numerosi titoli, conquistò all'Olimpiade berlinese la medaglia d'oro di fioretto oltre all'argento nella sciabola individuale e a squadre.
Aldo Montano fu due volte iridato di sciabola individuale nei Mondiali di Piestiani (Cecoslovacchia) nel 1938 e di Lisbona nel 1947 dove vinse anche l'oro con la squadra comprendente Carlo Filogamo e fece parte degli sciabolatori argentati a Berlino (1936) e a Londra (1948).
I due illustri livornesi, pur non divenendo mai soci della Società Ginnastica, frequentarono sin da subito la sala di Scherma di via Magenta insieme a Bino Bini (anche lui facente parte del nido di campioni livornesi) che alternò l'insegnamento fra le pedane della SGT e del Club Scherma.
Nel 1938 l'influente e allettante Club di via dell'Ospedale attirò i due olimpionici e questo decretò il totale declino della Sezione che il maestro Dabbene aveva reso così viva e competitiva. La Sezione infatti venne completamente attratta dal Club che avrebbe dato atleti di spessore internazionale alla scherma italiana come Treves, Masciotta e Trevisan.
I legami fra la SGT e il Club di Scherma sopravvissero anche dopo il secondo conflitto mondiale non per motivi di rivalità, ma per un fatto molto curioso: poiché il palazzo di via dell'Ospedale era stato gravemente danneggiato dai bombardamenti, il Club risorse proprio in quella "Palazzina dei Glicini" che era stata nel 1844 la primissima sede della palestra SGT. I lavori di riadattamento e di sistemazione per ospitare la sala di scherma si completarono nel 1953 e la palazzina, dopo questo rifacimento si vide insignita del titolo di "Villa dei Glicini".


Paola Morgari e lo squadrone femminile degli Anni Trenta. Floriana Dardano.

Dalla presidenza Clerici a quella del conte Cesare Giriodi di Panissera (1936), per volere del regime fascista la SGT fu gestita da una commissione straordinaria presieduta dal cav. Romano Gera. Questa situazione difficile non impedì tuttavia alla Società di confermarsi ai vertici in campo ginnico, nell'atletica e nel basket.
La massima protagonista della ginnastica femminile italiana degliAnni Trenta fu Paola Morgari che vinse per due edizioni consecutive il Pentathlon Nazionale di attrezzistica nel 1936 e nel 1937), fu campionessa italiana individuale e a squadre a Venezia nel 1938 e ai Campionati del 1939 riconfermò il suo titolo assoluto individuale. Nello stesso anno vinse anche gli assoluti di tuffi.
La Morgari fu una delle poche atlete a riuscire ad eccellere in discipline diverse come ginnastica e tuffi oltretutto senza tralasciare gli studi (fu prima nel corso dell'Accademia di Educazione Fisica di Orvieto nel 1938).
Giunse alla Magenta agli inizi del 1936 e, sotto gli insegnamenti della professoressa Floriana Dardano, istruttrice geniale e di grande competenza tecnico-teorica, partecipò alle selezioni per le Olimpiadi di Berlino senza però riuscire a entrare nella rosa delle prescelte (solo Laura Gera venne selezionata per il sestetto italiano ma dovette rinunciare a causa di un infortunio). Conclusi i Giochi di Berlino, la Morgari dimostrò il suo valore vincendo i Campionati di Pentathlon e portando a casa la sua prima maglia tricolore.
Fu senz'altro una ginnasta precorritrice dei tempi: lei sola sapeva fare in uscita alla trave il salto mortale all'indietro e dalle parallele capovolte a corpo teso con avvitamenti componendo con corpo libero e volteggio un modello di atleta davvero completa.
Ma l'intera squadra era assolutamente imbattibile nelle prove collettive. Le ginnaste che ne facevano parte erano: Paola Morgari, Laura Gera, Andreina Sacco, Renza Borsello, Elena Gibello, Wanda Vigliani e Giulia Cappelletto capitanate ovviamente da Floriana Dardano, l'allenatrice che cambiò radicalmente il concetto di educazione fisica riscrivendo in nuovissimi termini di ginnastica agonistica il concetto di educazione fisica difeso agli albori del secolo da Angelo Mosso.


Cestiste in maglia azzurra. La fioritura dell'atletica leggera.

Negli Anni '30 altre due sezioni, oltre alla Ginnastica, diedero ottimi risultati alla SGT.
Nell'Atletica spiccarono:
-    Lydia Bongiovanni: saltatrice e velocista, quarta alla finale di Berlino
-    Giovanna Viarengo: titolo assoluto nei 100 metri e nel salto in lungo nel 1930
-    Margherita Scolari: primatista nei 100 metri nel 1928
-    Vittorina Vivenza: discobola e lunghista, quattro volte azzurra, Olimpiadi di Amsterdam nel 1928
-    Ellen Capozzi (cestista): ostacolista, campionessa degli 80 ostacoli nel 1929
-    Alberta Da Vicini: azzurra nel 1937 nell'incontro Italia-Francia
-    Laura Gera (ginnasta)
Alcune di queste validissime atlete fecero parte di una squadra nazionale e tutte si affermarono ad altissimi livelli nella Coppa Maria Pia di Savoia, gara internazionale organizzata annualmente dalla SGT.

1934: costruita la "Magenta" di oggi. Mutamenti societari e difficoltà economiche.
Nel 1931 iniziò la vasta opera di ricostruzione che avrebbe portato nel 1934 all'inaugurazione della nuova sede sociale (come la conosciamo oggi) risorta sulla stessa area di via Magenta.
Fu un periodo di mutamenti nell'ambiente della Società che portarono a un diffuso malessere la cui conseguenza fu, da un lato, una severa politica di risparmi e, dall'altro, un irrinunciabile potenziamento dell'attività giovanile (molti atleti avevano iniziato a iscriversi alle organizzazioni formatesi sotto il fascismo come la G.I.L. e il G.U.F.).
In questa gravosa situazione si trovò ad operare il dottor Massimo Cartesegna che nel 1937 fu chiamato alla più alta carica.
La seconda guerra mondiale determinò un'ulteriore contrazione della partecipazione ad alto livello e una nuova forte diminuzione del numero dei soci. La guerra non consentì tra l'altro l'effettuazione nel 1944 delle grandi celebrazioni programmate per festeggiare il centenario della Fondazione.

Curiosità

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